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Galanda: "Per me è stato un onore giocare in questa squadra"

Pubblicato in - Mercoledì 28 Maggio 2014

Il capitano biancorosso chiude la propria straordinaria carriera elogiando tutti: "Ci hanno picchiato, eppure non abbiamo mai mollato. Complimenti a noi, a chi ha lavorato con noi, e ai nostri tifosi"

Si chiude con un'apparizione di appena due minuti e mezzo sul parquet del Forum d'Assago la carriera di uno dei più grandi giocatori della storia del basket italiano. Si chiude con un pizzico di amaro in bocca per non aver potuto dare il contributo voluto a causa di uno stiramento al collaterale del ginocchio sinistro, ma con l'orgoglio di chi sa di aver fatto, ancora una volta, qualcosa di grande: "Per me è stato un onore giocare in questa squadra -sono le parole di Gek Galanda a fine partita- e credo lo sia stato per tutti, perché abbiamo costruito un gruppo incredibile, che questa sera forse meritava addirittura più di Milano. Dico questo perché noi abbiamo messo sul campo veramente tutto, e la rabbia per aver perso, in questo momento, c'è: i nostri avversari hanno vinto perché ci hanno picchiato, mentre noi non potevamo farlo. Alla fine è stata questa disparità di metro a decidere l'esito della qualificazione. Abbiamo lottato fino in fondo -prosegue il capitano biancorosso- difendendo il nostro gruppo e tutto il nostro lavoro, e sono orgoglioso che tutti i nostri tifosi, che tutta Pistoia l'abbia capito".

Questa serie ha insegnato che a volte i piccoli possono spaventare i grandi: "Credo che la partita di stasera -afferma Galanda- ma anche tutta la serie, sia stato un gran momento di sport, perché abbiamo visto i ragazzi che pur giocando un giorno sì e uno no per quaranta minuti si sono buttati su ogni pallone, hanno lottato, sono stati picchiati, eppure non hanno mai mollato. Per cui complimenti a noi, complimenti a tutti quelli che hanno lavorato con noi e a tutti i tifosi che ci hanno supportato, incoraggiato e seguito sempre e dovunque".