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Ramagli: "Dobbiamo essere brutti, sporchi e cattivi"

Pubblicato in Prima Squadra - Domenica 14 Ottobre 2018

Il tecnico biancorosso analizza il ko con Venezia: "Loro sono forti, ma noi ci siamo lasciati indebolire dai nostri errori e questo non deve succedere".

Non usa giri di parole Alessandro Ramagli per raccontare la partita contro la Reyer: "Arrivando in sala stampa -esordisce il coach- ho incontrato una decina di tifosi che mi hanno dato una pacca sulla spalla dicendomi di non mollare e di avere forza. Beh, se ci credono questi dieci, noi siamo autorizzati a giocare una partita remissiva come questa e a intristirci perché sbagliamo un tiro facile da sotto o prendiamo un canestro evitabile contro Venezia? Fa parte del gioco. Loro sono forti, ma non può accadere che noi ci indeboliamo a causa dei nostri errori. Il problema è che se ti abitui a farlo, e già avevo avuto alcuni sentori, poi questo tipo di atteggiamento te lo porti dietro anche in quelle partite che, a differenza di stasera, puoi anche provare a vincere. E' importante che questa partita ci insegni che noi dobbiamo essere quelli brutti, sporchi, cattivi che abbiamo dimostrato di saper essere anche in diverse partite del precampionato, perché questo è il nostro dna".

Ramagli poi chiarisce ulteriormente il concetto: "Abbiamo finito il quarto periodo senza nemmeno essere andati in bonus: noi dobbiamo anche tirare due schiaffi, se serve. Se vogliamo che il pubblico ci sostenga e ci spinga, dobbiamo essere noi a dare qualcosa a loro: stasera in quelle due, tre folate che abbiamo avuto, i tifosi ci sono venuti dietro, perché è così che funziona! Ma se non c'è la voglia di combattere e ci spaventiamo di fronte alla montagna che abbiamo da scalare di fronte a noi, allora tutto diventa più difficile. Noi dobbiamo voler provare a scalare anche montagne come quelle di stasera, guardare sempre la vetta, non giù verso la valle, anche perché poi arriveranno magari montagne più basse, ma se non saremo abituati a scalarle, ci sembreranno troppo alte anche quelle. Dobbiamo risintonizzarci -conclude il tecnico- su quelle che sono le nostre frequenze: le nostre frequenze non sono quelle delle Final Eight, delle vittorie roboanti, sono quelle della squadra che deve combattere dal primo all'ultimo minuto. Quindi c'è da toglierci in fretta di dosso tristezza e negatività e giocare le partite, non limitarci a guardarle passivamente"!