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3 maggio 1987: la prima volta del basket pistoiese in serie A

Pubblicato in Varie - Martedì 2 Maggio 2017

Ricorre il trentennale della storica promozione di Arese: domenica in occasione della gara con Brescia, la squadra di allora sarà premiata dalla dirigenza di oggi. In conferenza stampa parlano Maltinti, Salerni e Capone.

Ricorre il 3 maggio il trentennale della prima, storica, promozione di Pistoia in serie A (nel 1987 l'allora Maltinti conquistò infatti l'A2 vincendo ad Arese) e domenica, in occasione della partita interna con Brescia, tutti i protagonisti di quell'avvenimento saranno premiati dalla dirigenza del Pistoia Basket. 

“Sono ormai pistoiese d'adozione e per me è un anniversario che sento doppiamente -sono le parole di Piernicola Salerni nel corso della conferenza stampa organizzata per presentare l'iniziativa- con la prima promozione che è stata una bellissima avventura. Venivo da una promozione a Firenze e, come a Firenze, quando sono arrivato e non esisteva il palazzetto. Quando arrivai a Pistoia, l'allora presidente Becciani confessò che a noi bastava la serie C e invece poi le cose sono andate in modo diverso: facemmo un percorso veramente importante, per il quale ringrazio i dirigenti. Prima Roberto, poi Piero Becciani che è stato, assieme a Mario Carrara, il vero capitano di questa impresa. Sembrava impossibile che una città come Pistoia potesse arrivare a quei livelli: salimmo dalla C alla B -ricorda Salerni- e poi in B1 dopo le riforme dei campionati... Io facevo delle proposte, i dirigenti si riunivano e sono sempre stato accontentato, anche con le prime scelte come Fabris o Daviddi; io segnalavo, ma se la dirigenza non avesse agito i risultati non sarebbero mai arrivati. I dirigenti sono stati bravi poi a non fare mai il passo più lungo della gamba ed io sono stato aziendalista, qualità oggi piuttosto rara. Sono tornato poi a Pistoia nel 2000, richiamato da Piero Becciani: abbiamo fatto una nuova scalata e adesso cerco di dare un contributo alle giovanili perchè Pistoia è la mia patria d'adozione e davvero -conclude Salerni- ringrazio tutti quelli che ci sono e quelli che non ci sono più. Senza conoscere la storia, non esiste il futuro”. 

“La nostra gestione è sempre stata familiare -afferma Roberto Maltinti, che di quella squadra era il main sponsor- e mirata a provare alcune lacune parlando e cercando soluzioni. Ringrazio la vecchia dirigenza ed il gruppo dei Redskins, sempre a sostenere la squadra e mai ad insultare gli avversari, quello che oggi cerca di fare la Baraonda. Ricordo ancora il taglio della retina ad Arese e ringrazio tutti i ragazzi che hanno compiuto quella impresa. Il quadro è fatto da società, squadra, stampa e pubblico e come dicevo allora ripeto oggi: tutti devono sempre remare nella stessa direzione se si vuole ottenere un risultato”. 

“Quando arrivai a Pistoia -scherza Eugenio Capone- ero giovane, capellone e trovai un bellissimo ambiente. Ricordo Alfredo Piperno che mi voleva a Pistoia in tutti i modi e, se non fosse stato per lui, forse non ci sarei mai arrivato. Era una squadra di vecchi marpioni con Biaggi, Paleari, Fabris, Daviddi o Giunti: tutta gente che giocava da tanto tempo, con esperienza, ma tutte persone con le quali sono stato benissimo. Facemmo un girone d'andata eccezionale, perdendo solamente a Sassari, ma in quella gara si ruppe forse qualcosa e, nel girone di ritorno, non riuscivamo più a vincere fuori casa... Per fortuna ci riprendemmo al momento giusto! Anche io ormai come coach Salerni mi sento pistoiese d'adozione e sono contento di vedere la squadra che continua a fare grandi risultati, con una società forte ed un allenatore eccezionale come Vincenzo”.