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La Giorgio Tesi Group si smarrisce nel secondo tempo: Torino passa al PalaCarrara e riapre i giochi in coda

Pubblicato in Prima Squadra - Sabato 26 Marzo 2016

I biancorossi partono bene e vanno all'intervallo avanti di undici punti, poi nella seconda parte di gara i meccanismi di Pistoia si inceppano e Torino si impone 80-70. Terzo k.o. consecutivo: è necessario rialzarsi.

Pistoia dura un tempo, Torino esce fuori alla distanza e alla fine espugna (con merito) il PalaCarrara. Questa, in estrema sintesi, la fotografia di una gara il cui esito ha clamorosamente riaperto i giochi in chiave salvezza e certificato il momento complicato di una Giorgio Tesi Group senz'altro in difficoltà.

I biancorossi, infatti, dopo una buona prima metà di gara (43-32 all'intervallo lungo) hanno smarrito fiducia e convinzione nel secondo tempo (appena 27 i punti siglati complessivamente da Filloy e compagni fra terzo e quarto periodo), perdendo anche in intensità difensiva. Gli ospiti, grazie a un White sontuoso e a un Dyson tornato a essere quello dei tempi migliori, si sono così ritrovati, ricucendo lo strappo e passando addirittura a condurre al trentesimo. L'ultimo periodo è vissuto sui binari dell'equilibrio fino a due minuti dalla sirena finale, poi, sulla tripla di Dyson del 74-69 al trentanovesimo, è calato il sipario.

Difficile dare un'unica chiave di lettura a proposito della metamorfosi subita dalla squadra fra primo e secondo tempo: forse, come lo stesso Vincenzo Esposito ha dichiarato a fine partita, un insieme di fattori ha portato i biancorossi a cedere in maniera netta di fronte a una Torino apparsa rigenerata dopo il successo della settimana scorsa contro Trento. Stanchezza fisica, ma soprattutto mentale, evidente; buona qualità e grande esperienza nei singoli avversari; un pizzico di pressione per una partita che sulla carta vedeva Pistoia chiara favorita: senza dubbio non c'è stata solo una motivazione di carattere tecnico-tattico nella sconfitta con i piemontesi.

Archiviare il terzo k.o. consecutivo deve comunque essere la parola d'ordine, rialzarsi immediatamente è necessario: con cinque giornate ancora da giocare, essere a giocarsi il quinto posto rimane motivo di orgoglio, nonostante un periodo oggettivamente complicato. Gli equilibri nello sport, sempre, ma a maggior ragione nei momenti difficili, sono sottili: remare tutti dalla stessa parte diviene oggi più che mai un imperativo categorico.