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Esposito: "Con Trento dovremo essere intelligenti, perché è una squadra che gioca sempre al limite della regolarità del contatto"

Pubblicato in Prima Squadra - Sabato 21 Aprile 2018

Il tecnico presenta la sfida di domani sera: "Spero che gli addetti ai lavori abbiano più rispetto per quello che stiamo facendo, anche se la salvezza è praticamente raggiunta. Il futuro? Ne parlerò a maggio, adesso penso a finire al meglio".

Con la difficile sfida di Trento nel mirino, coach Esposito, nella consueta conferenza stampa pre-gara inizia con uno sguardo generale sul campionato: "E' un finale di stagione dove ogni giornata ha un significato particolare, perché tutto è ancora aperto sui vari fronti. Penso che questo dia valore al campionato a sole quattro partite dal termine: per noi che nelle ultime giornate abbiamo avuto scontri molto duri significa continuare ad affrontare squadre con obiettivi importanti"...

Il tecnico si riferisce ovviamente anche a Trento: "Dopo l'ottima stagione scorsa, sono la quinta forza del campionato, ma -spiega Esposito- dovranno comunque stare attenti a non commettere passi falsi, onde rimettere in gioco le dirette inseguitrici per la lotta ai playoff. Fanno della prepotenza fisica la loro arma principale: basti vedere le ultime tre gare di campionato, dove la svolta è arrivata proprio quando hanno alzato la loro aggressività e aumentato l’impatto sulla partita. Sarà una gara più che difficile dal punto di vista tecnico e sarà un banco di prova importante proprio sotto il profilo fisico: con una squadra come la nostra non possiamo pensare di buttarla sul fisico, dovremmo essere intelligenti e concentrati nel preparare la gara cercando di non ripetere gli errori commessi dai loro ultimi avversari. Contro di loro -prosegue il coach- si gioca sempre al limite della regolarità del contatto, e questo può comportare sia difficoltà fisica, se non hai determinate caratteristiche, che mentale, perché sei sempre costretto a subire una determinata intensità. 

Esposito, ancora una volta, non vuol sentire parlare di appagamento: "Arriviamo al finale di campionato, nonostante qualche problema fisico che ormai ben conosciamo con Diawara che probabilmente recupererà solo per l’ultima giornata, senza essere appaggati per aver praticamente raggiunto il nostro obiettivo. La squadra -afferma con decisione il tecnico- ha voglia di allenarsi e di raccogliere più punti possibile da qui alla fine, e spero che il nostro atteggiamento possa essere rispettato maggiormente relativamente a quanto successo nelle ultime due partite: spiace essere considerati come una squadra senza obiettivi nella testa degli addetti ai lavori, la nostra mentalità è quella di lavorare al meglio e di giocare per vincere. Speriamo che i nostri messaggi, in campo e fuori, possano aver definitivamente chiarito i nostri intenti, indipendentemente dall’obiettivo finale. Non guardiamo alla classifica e andiamo in campo per vincere, cosa che faremo anche domani a Trento senza guardare cosa succede sugli altri campi".

Senza grandi ambizioni di classifica, la The Flexx è però in corsa per quanto riguarda l'importante premio per l'utilizzo dei giocatori italiani: "Utilizzando la regola del 5+5 è chiaro che dobbiamo avere almeno tre italiani in grado di sostenere un minutaggio importante. Il riconoscimento economico connesso alla nostra scelta ci porta a puntare in alto in questa speciale classifica. Quest'anno il minutaggio dei nostri italiani è stato nettamente superiore a quello degli altri anni: nelle altre stagioni saremmo finiti secondi, mentre quest’anno, con tante squadre che hanno puntato con decisione su italiani davvero di valore, siamo intorno al quarto posto. Al di là delle cifre, ritengo che avere in squadra due o tre italiani in grado di giocare con continuità e altrettanti ragazzi pronti a ritagliarsi spazio è un valore al quale credo e che sia importante valorizzare. Anche se non ci possiamo permettere gli italiani di Milano, Bologna o Reggio Emilia, abbiamo giocatori comunque di interesse nazionale: dobbiamo avere pazienza con elementi da poco arrivati in A o comunque molto giovani, come nel caso di Mian e Gaspardo o di Laquintana; può succedere di attraversare qualche momento complicato, ma noi dobbiamo dar loro tempo e fiducia per poter emergere, e io sono soddisfatto di ciò che ho ottenuto da questi ragazzi col passare dei mesi. Quella del nucleo italiano è un'idea che sposo e sposerò, come avevo fatto già in precedenza a Caserta. Siamo nel campionato italiano, e penso sia corretto che agli italiani meritevoli venga dato il giusto spazio".

Esposito chiude poi sulle voci che si rincorrono sul suo futuro: "E' presto per parlarne, anche se è vero che altre società, italiane e estere, si sono fatte sentire. La prima cosa che dico sempre al mio agente è che di queste cose si parla dal 10 di maggio, quando sarà finita la stagione. È normale che i procuratori valutino e ascoltino le richieste, ma teniamo presente che ho ancora un anno di contratto a Pistoia. L’interesse c’è stato ed è reale, ma mi sembra giusto rimandare qualsiasi discorso alla fine della stagione, almeno per le cose davvero concrete. La mia mentalità -conclude Esposito- è quella di concentrarmi su quello che sto facendo, per questo prima del 10 maggio non voglio sapere niente e darò il massimo, come sempre, per finire al meglio la stagione".