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Ramagli: "Nel secondo tempo abbiamo smesso di giocare"

Pubblicato in Prima Squadra - Lunedì 25 Marzo 2019

Il tecnico biancorosso analizza la gara con Reggio Emilia: "Quando c'è bisogno di fare le cose per bene, questa squadra fa solo confusione".

Coach Ramagli commenta con durezza la grave sconfitta del PalaCarrara: "Reggio Emilia ha vinto con merito -sono le parole del tecnico- perché noi, come contro Sassari, abbiamo disputato una seconda parte di gara molto negativa sul piano offensivo. Soprattutto nell'ultimo quarto, la squadra ha prodotto troppo poco, a livello di gioco, affidandosi solo all'idea che un giocatore, da solo, sempre e da qualsiasi posizione, dovesse trovare il modo per segnare. Quando la partita diventa stretta nel punteggio, e c'è bisogno di fare le cose per bene, questa squadra fa, al contrario, tanta confusione. E' difficile spiegarsi come nel primo tempo abbiamo messo a referto quindici assist e nel secondo tempo appena sette, peraltro tutti nel terzo periodo... Purtroppo la verità è che siamo stati competitivi, ma inadatti nei momenti chiave, anche sul piano dell'impatto mentale. Abbiamo progressivamente perso il controllo dei nervi, a prescindere da una valutazione sull'arbitraggio che non mi interessa. Il nostro brutto secondo tempo è frutto anche dell'aver perso l'aspetto mentale: quando manchi di testa, il resto spesso viene di conseguenza. Di fatto, a un certo punto, la squadra ha smesso di giocare, senza un apparente ragione. Poi certamente ci sono aspetti tattici -prosegue Ramagli- come l'esser andati sotto nettamente nella lotta a rimbalzo, specie nel primo tempo, e le troppe palle perse nella ripresa, ma tutto nasce dallo smettere di giocare da parte di tutti i protagonisti che si sono alternati sul campo e dal cercare risposte non di squadra ai problemi che avevamo".

Il tecnico parla anche della prestazione di Krubally, apparso poco lucido e autore di una prova parecchio negativa: "Ousman ha giocato in generale una gara con poco controllo, talvolta con nessun controllo. Abbiamo bisogno di tre lunghi che si alternino e producano di più, ma in generale, stasera, in diversi hanno giocato al di sotto degli standard di sufficienza, forse perché è stata una partita troppo sentita".

"Martedì si torna in palestra con la speranza che queste lezioni ci rimangono addosso, altrimenti domenica andiamo a Brescia e nel momento in cui la partita diventa calda, o il punteggio si stringe, noi facciamo tre forzature una dietro l'altra, prendiamo il parziale e non ne veniamo più fuori. Se capiamo che quello che facciamo nella prima metà di gara, possiamo provare a replicarlo anche nel secondo, allora possiamo ancora crederci perché mancano comunque sette gare. Dobbiamo lavorare affinché il gruppo capisca come sfruttare meglio le caratteristiche che i singoli hanno"...