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La qualità di Cantù costringe la The Flexx a un'altra resa

Pubblicato in Prima Squadra - Domenica 5 Novembre 2017

I lombardi passano al PalaCarrara per 93-82. Pistoia, dopo un brutto primo tempo, si sveglia tardi e non riesce a completare la rimonta.

Come ha ammesso con grande onestà coach Esposito a fine gara, è il "momento emotivamente più duro degli ultimi tre anni". La The Flexx perde ancora, stavolta di fronte al proprio pubblico, proseguendo nella striscia negativa iniziata ormai un mese fa: il campionato è lungo e la voglia di rifarsi sicuramente è tanta, ma è indubbio che, anche contro Cantù, diverse cose non sono andate.

E' nel primo tempo che il misfatto si compie: i biancorossi vanno in apnea fin dal primo quarto, chiudono addirittura sotto di 16 a metà gara (34-50 all'intervallo lungo) e danno, in generale, l'impressione di non riuscire a risollevarsi dai pugni che Cantù assesta con decisione, ora con Culpepper, ora con Crosariol. La difesa non limita in alcun modo le sfuriate dei lombardi (che di talento onestamente ne hanno da vendere), l'attacco gira poco e male: la sofferenza è palese, al pari della facilità con cui gli ospiti colpiscono e allungano.

Poi, per un quarto e mezzo (come già successo domenica a Varese), ecco la reazione, a tratti veemente: dopo essere sprofondati fino al -20 (34-54 al ventunesimo), Moore e compagni ricuciono, ridanno speranze a un PalaCarrara incredulo dopo una prima parte di gara tanto sofferto, tornano addirittura a un solo possesso di distanza da una Cantù che inizia sul serio a tremare. E quando l'aggancio sembra ormai questione di attimi, quando tutto lascia presagire un lieto fine dopo tanto sgomento, ecco che di nuovo tutto quanto si inceppa: in un amen il quinto fallo di un generosissimo Laquintana, il tecnico di un ottimo Kennedy, il rimbalzo mancato da Magro, la palla persa da Gaspardo, Cantù che di nuovo allunga, scappa, chiude a +11 (93-82). A Pistoia non resta niente in mano, a parte una buona dose di frustrazione, qualche rammarico, un po' di cattivi pensieri...

E' un momento indubbiamente difficile: in attesa di riavere McGee (ma serviranno ancora quasi due mesi), di inserire nei giochi Lucas Gordon, di recuperare appieno Gaspardo e Barbon, la sensazione è che niente, ora come ora, serva tanto quanto una vittoria. Lo stato emotivo, purtroppo, non aiuta; il calendario nemmeno... Ma dalle piccole cose buone si può e si deve ripartire: con umiltà e con la ferma volontà di non alzare bandiera bianca, almeno fino al quarantesimo...