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Boniciolli: "Complimenti a Pistoia e a Ramagli. Noi adesso dobbiamo non montarci la testa"

Pubblicato in Prima Squadra - Lunedì 21 Gennaio 2019

Il tecnico dei marchigiani commenta l'importante successo del PalaCarrara: "Le squadre di Alessandro danno tutto e anche stasera lo si è visto. Noi ci siamo dati delle regole, adesso restiamo con i piedi per terra".

Matteo Boniciolli ha parole al miele per gli avversari: "Faccio i complimenti a Pistoia e al suo pubblico, perché la partita che si è vista, unita al calore del palazzetto, non mi è sembrata quella fra due squadre che lottano per non retrocedere. Sono molto amico di Ramagli, lo sanno tutti, ma quello che sto per dire non lo dico mentendo, anche perché non ne sono capace: le scelte di Pistoia in estate sono state rischiose. Hanno deciso di puntare su un quintetto molto solido, ma su una panchina di italiani che io, francamente -afferma il tecnico della VL- non conoscevo. E visti oggi, devo fare i complimenti al lavoro del coach perché hanno dimostrato di essere giocatori che sanno stare in campo, che lottano, che meritano di giocare. Le squadre di Alessandro danno sempre tutto, per lui, per la piazza e per il club e quindi sono sicuro che anche in una situazione complicata, Pistoia ne verrà fuori. Per quanto riguarda noi, guai a montarci la testa o fare voli pindarici, pensando che siccome ne abbiamo vinte due, la terza sia semplice e la quarta una formalità: se facciamo un simile errore, siamo destinati a cocenti delusioni. Niente è più ingannevole delle vittorie".

Il coach dei marchigiani si sofferma poi sulle sue prime due settimane a Pesaro: "Sto godendo del lavoro del mio predecessore, anche se poi ognuno ha le sue idee. Noi ci siamo semplicemente dati delle regole, soprattutto difensive: abbiamo cioè discusso chiaramente su ciò che ognuno poteva e non poteva fare. Abbiamo lavorato zero sulla tattica: era importante prima di tutto ritrovare una certa compattezza e direi che in queste due partite mi sembra che questo sia avvenuto. Oggi sono contento perché tutti hanno dato il proprio contributo".