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Lucas Gordon: "Spero di essere un buon collante"

Pubblicato in Prima Squadra - Martedì 7 Novembre 2017

Il giocatore presentato quest'oggi in conferenza stampa: "A 33 anni, per la prima volta, mi capita di essere il giocatore più anziano del gruppo. Dobbiamo tenere duro e lavorare con impegno in palestra: siamo all'inizio e c'è il tempo per rimed

E' stato presentato alla stampa questo pomeriggio Jamon Lucas Gordon, ultimo arrivato in casa biancorossa. L'esperto giocatore statunitense, reduce dal debutto in campionato sabato sera contro Cantù, si è mostrato sereno, nonostante il momento non facile della squadra. 

"E' ovvio che abbiamo bisogno di tempo. Siamo all'inizio della stagione, gli errori che commettiamo adesso sono certo che con il lavoro in palestra saranno superati. Siamo una squadra -spiega Gordon- zeppa di ragazzi alle prime esperienze in un campionato importante come questo, anche io arrivo da un basket diverso, dal momento che in Grecia e in Turchia ci si basa più sul talento dei singoli che sull'organizzazione di squadra, e quindi per entrare dentro certi meccanismi il tempo è fondamentale. La cosa importante -prosegue il numero 22- è non mollare, rimanere concentrati e continuare a lavorare duramente e con fiducia".

Sulla propria esperienza in campo internazionale, il giocatore ha le idee chiare: "E' la prima volta che mi trovo a subentrare in corsa in una squadra magari meno blasonata. Questo da un lato facilita le cose perché nei grandi club, dove abbondano i nomi altisonanti, spesso se le cose vanno male all'interno dello spogliatoio iniziano subito i problemi. Qua invece ci sono tanti ragazzi molto disponibili e io, a 33 anni, per la prima volta in carriera, mi trovo a essere il giocatore più anziano, quello a cui gli altri guardano come un punto di riferimento. Spero di riuscire ad aiutare loro e lo staff anche se, ovviamente, essendo appena arrivato, mi sento ancora un po' spaesato".

A chi gli chiede quali sono le sue caratteristiche, Gordon risponde: "Sono qua per dare il mio contributo. Tutti dobbiamo portare il nostro mattoncino e io personalmente spero di essere un buon collante, dato che in carriera ho imparato a fare un po' di tutto. Intendo dire che non sono un realizzatore, ma mi adatto a fare quello di cui in campo c'è bisogno: difendere, passare, segnare, mettere in ritmo i compagni, prendere un fallo"...

Non poteva mancare una domanda sul perché scegliere proprio Pistoia: "Al momento di questa chiamata -sorride Gordon- ero a casa ed ero un po' pensieroso perché dopo un anno difficile non molti sembravano disposti a credere ancora in me. Avevo avuto altre offerte, ma tutte poco stimolanti. Quando invece si è fatta viva Pistoia, ho parlato con Washington, con cui ho giocato insieme al College, e devo dire che le sue parole mi hanno fatto capire che questo sarebbe stato il posto giusto per me. Dopo tanti anni in una grande città come Istanbul, cambiare per venire in Italia per la prima volta, in una città piccola ma in cui il pubblico è straordinario, come ho potuto vedere fin da sabato sera, mi è sembrato stimolante, come ogni nuova esperienza"...