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Pubblicato in Prima Squadra - Mercoledì 11 Maggio 2016

Avellino vince all'overtime una gara-3 pazzesca e vola in semifinale contro Reggio Emilia. Per Pistoia, che esce fra gli applausi di tutto il PalaCarrara, una partita splendida che corona un'annata da record

Finisce con i 200 tifosi di Avellino in festa e l'esultanza dei giocatori in maglia biancoverde in mezzo al campo. Finisce con le lacrime trattenute a stento da coach Esposito che abbraccia uno a uno tutti i suoi ragazzi. Finisce con l'applauso, lunghissimo, struggente, convinto di un PalaCarrara da sogno. Finisce con la consapevolezza che la stagione che si chiude rappresenta, al di là di tutto, qualcosa di veramente significativo per la Pistoia dei canestri.

Vince Avellino, al termine di 45 minuti bellissimi, epici. E dunque onore agli irpini, a coach Sacripanti, al talento di Nunnally e compagni. Ma a dir poco ingeneroso sarebbe non celebrare, in egual misura, l'impresa di una Giorgio Tesi Group bella, orgogliosa, mai doma.

Aveva ragione Enzino Esposito a dire che i suoi ragazzi avrebbero fatto una grande gara: merito di un bravo allenatore, quale il tecnico campano (alla prima esperienza da capo allenatore in serie A dopo i cinque mesi della scorsa stagione a Caserta) ha dimostrato di essere, è anche quello di saper misurare il polso alla propria squadra.

Una grande gara per chiudere una stagione fantastica, addirittura magica almeno fino a dicembre, con il primo posto in solitario tenuto fino alla sesta giornata e la storica qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia. Poi qualche infortunio, un calo fisiologico, le concorrenti che si rinforzano e la chiusura al sesto posto: comunque un record. Arduo l'accoppiamento con Avellino, la squadra più in forma del momento: 2-0 in terra irpina e un'impresa solo sfiorata nell'ultima stagionale al PalaCarrara. Breve cronaca di otto mesi di emozioni vere, di gioie (molte) e dolori (solo qualcuno). 

Grazie a ognuno dei protagonisti e a chi comunque c'è stato. Grazie a chi resterà e a chi invece cambierà destinazione. Grazie soprattutto a Pistoia e alla sua gente. Che sa vivere ancora di brividi sulla pelle, nonostante tutto.